TRAPELA QUALCHE NOTIZIA SULLE ATTIVITA’ DELLA COMMISSIONE UICI PER LA MODIFICA DELLO STATUTO

TRAPELA QUALCHE NOTIZIA SULLE ATTIVITA’ DELLA COMMISSIONE UICI PER LA MODIFICA DELLO STATUTO

Finalmente, dopo 17 mesi dalla conclusione del congresso straordinario UICI dell’ottobre 2023, trapela qualche notizia circa le determinazioni a cui sarebbe giunta la commissione istituita da quel congresso, con lo scopo di studiare le modifiche statutarie da proporre al congresso del prossimo ottobre.

Finalmente un documento che fa capire la direzione che si vuole prendere: documento che magari io non ho saputo cercare, ma che a mio parere è un po’ tardivo e soprattutto poco pubblicizzato dalle varie sezioni territoriali dell’associazione, le quali ormai, comunicano solo notizie di scarsa importanza quali soggiorni montani e marini, corsi di ginnastica, giornate di questo e di quello e niente più, sicuramente  impaurite dalla possibilità  di incorrere nella mannaia punitiva del Trump dux caecorum.  

Come previsto in un mio scritto di circa un mese fa, non ci sono buone notizie: ci sono linee guida che vanno fin troppo chiaramente nella direzione di una legittimazione di tutti quei comportamenti istituzionalmente inaccettabili, messi in atto in questi ultimi tre anni dalla presidenza di questa associazione.

Molti ciechi dell’establishment UICI, quando parlano durante il consiglio nazionale, spesso si atteggiano a piccoli legulei rampanti, ma quando scrivono questi documenti si impegnano molto poco perché li scrivono davvero male.

Nonostante la forma,  lasciano comunque intendere chiaramente la direzione che si intende percorrere come si diceva.  

Mi soffermo su due punti che, in questo senso, sono al quanto esemplificativi e che, per quanto mi riguarda, risultano oggettivamente indifendibili, soprattutto alla luce delle vicende che hanno dilaniato l’associazione in questi ultimi anni.

Il primo aspetto.

Il documento sottolinea che in caso di candidatura ad elezioni politiche o amministrative di dirigenti UICI, si dovrà gestire l’evento con il nuovo istituto dell’autosospensione di chi si candida; in caso di elezione poi, al termine del mandato per cui si è stati eletti, qualcuno, non è ben dato sapere chi, deciderà sulle modalità di rientro.

Ritengo che questa determinazione, se ci fosse ancora un minimo di dignità all’interno di questa associazione, dovrebbe sollevare un pandemonio.

Cominciamo subito col dire che in nessuna associazione o sindacato, è prevista una soluzione di questo tipo: è evidente che per UICI questa soluzione mira a legittimare quanto il suo presidente ha fatto nell’agosto del 2022.

Come ci fu una levata di scudi allora, non si capisce perché non ci debba essere anche ora che in modo davvero meschino si vuole legittimare quel comportamento che non voglio neppure definire.  

E’ evidente che in questo modo il presidente trascina con sé l’associazione in tutto quello che fa e che decide, anche se opera come normale cittadino e non in qualità di presidente.

In un mondo normale, quando si riveste un certo tipo di carica all’interno di un’associazione, pur rimanendo perfettamente legittima l’aspirazione a candidarsi per cariche politiche, prima ci si dimette dalla carica associativa, si libera l’associazione dalla propria scelta personale, e poi si intraprende la nuova strada che si desidera percorrere senza trascinarsi a forza l’associazione dietro le proprie spalle,  usandola di fatto, per i propri scopi personali.  

In altri periodi un comportamento del genere si sarebbe quanto meno cercato di camuffare, oggi invece lo si ostenta come una bandiera da sventolare; della serie: sono stato votato, le regole le faccio io e sono giuste perché qui comando io; forse possiamo dire che anche la nostra associazione si è uniformata perfettamente allo spirito Trumpiano che ha folgorato la destra mondiale  sulla via di Damasco.  

Il secondo aspetto invece riguarda la possibilità di istituire una figura terza che gestisca i lavori del Consiglio Nazionale, diciamo un presidente del Consiglio Nazionale.

Non dobbiamo mai dimenticare che il Consiglio Nazionale dovrebbe essere quell’organo che controlla, fungendo da contrappeso, l’operato della presidenza nazionale e della direzione nazionale che dalla presidenza di fatto dipende.

Ora è evidente che se il Consiglio Nazionale che dovrebbe controllare il presidente, viene presieduto dal Presidente Nazionale che dovrebbe essere il controllato, un qualche cortocircuito inevitabilmente si viene a creare; e questo si è plasticamente verificato nelle riunioni del 2022 e del 2023. Successivamente vi è stato un congresso al quanto discutibile che ha di fatto cancellato l’opposizione ed ora il Consiglio Nazionale è diventato un’assise di propaganda del Presidentissimo, in perfetto stile Trumpiano.

E di conseguenza quest’organo, non essendo più terzo, perde di autorevolezza perché non può più svolgere il ruolo di controllore che gli compete; mentre il presidente, dominando la Direzione, il Consiglio Nazionale e il Collegio dei Probi Viri è diventato il dittatore dell’associazione.

Non vi è nel documento invece alcun riferimento al premio di maggioranza che di fatto stravolge il voto del congresso: sembra inaccettabile in vero, a chiunque sia dotato di un minimo di senno, che se una minoranza ha ottenuto il 37% dei voti possa alla fine ritrovarsi con solo tre seggi su ventiquattro.

Stiamo parlando non del parlamento di uno stato, ma del governo di un’associazione: se l’elettorato dell’associazione è spaccato, l’associazione deve avere un governo che rappresenta fedelmente la spaccatura all’interno dell’elettorato; piuttosto, se la dirigenza di un’associazione spacca l’elettorato dell’associazione,  significa che la dirigenza stessa non è una dirigenza all’altezza del proprio compito.

In UICI invece, ormai senza alcuna vergogna, si adotta lo spirito opposto:

legittimiamo l’attuale dirigenza a governare praticamente sine die perché annientando l’opposizione: prima organizzando un congresso con regole un po’ forzate, aggiungendo e togliendo articoli di statuto a piacimento, poi ripartendo i seggi in modo quanto mai bizzarro per un’associazione.

E se questo modo di attribuire i seggi risulta oggettivamente bizzarro, lo lasciamo comunque ambiguo perché fa il gioco di chi vince e non sia mai che la commissione per lo statuto esamini una problematica  importante con oggettività e buon senso: mai ostacolare il Dux di via Borgognona, anzi, assumere sempre posizione a zerbino!  

E così, al prossimo congresso, ci troveremo molto probabilmente nella situazione che prevederà una lista unica perché l’opposizione è stata sterminata dalla maggiorranza e con un candidato presidente che, da una parte ha una causa pendente con l’associazione che presiede e che vorrebbe continuare a presiedere da lui stesso intentata,  e dall’altra potenziale  senatore di un partito che sostiene senza se e senza ma un certo Trump che di certo non è il paladino dei disabili e che ha proposto il generale Vannacci come proprio rappresentante europeeo!!

Ora, lasciando perdere quei ciechi che sostengono l’attuale presidenza all’interno del consiglio nazionale che non definisco perché non ho più parole per riuscire a farlo, io mi chiedo cosa aspettino gli altri ciechi a ribellarsi a questo stato di cose!! Cosa aspettino a compiere quel sussulto che li trasformerebbe da corpo completamente morto a persone con una dignità, a persone che non possono lasciarsi rinchiudere in un recinto dal cane da guardia che le vorrebbe rappresentare e difendere e che invece le calpesta pensando solo al proprio ego smisurato e alla propria fame di potere che ormai da quarant’anni esercita!!

Oggi gli unici che fanno argine sono i sei ricorrenti che tentano di barcamenarsi in cause legali intricate, ma gli altri, cosa fanno? Chi denuncia questo stato di cose nei social, nelle assemblee sezionali e via dicendo?

Io resto sempre dell’idea che l’unico modo per cambiare le cose  sia l’abbandono dell’associazione in massa perché solo dopo lo svuotamento essa potrà essere eventualmente rifondata. Ed in parallelo occorrerebbe una campagna di denuncia forte, campagna che purtroppo è durata meno di una vacanza estiva nel 2022.

Non pretendo di avere ragione in questo senso, rivendico che dal mio punto di vista sia l’unica strada percorribile, quello che però non riesco proprio ad accettare è l’immobilismo di fronte a questo scempio, è la sensazione di CORPO MORTO di fronte a qualsiasi iniquità, iniquità  che magari poi ci si sforza anche di provare a giustificare!!